Quando si vuole aumentare la vitamina K con la dieta, il problema non è trovare un singolo alimento miracoloso, ma riconoscere le fonti più comuni e inserirle con regolarità. Qui raccolgo una lista alfabetica pratica, con valori indicativi, differenze tra vitamina K1 e K2, consigli per migliorare l’assorbimento e una precisazione importante per chi assume farmaci anticoagulanti.
Le informazioni essenziali per orientarsi subito
- Le verdure a foglia verde sono tra le fonti più ricche di vitamina K1.
- Oli vegetali, frutta, legumi, uova e formaggi ne contengono quantità variabili.
- La vitamina K è liposolubile, quindi una piccola quota di grassi può favorirne l’assorbimento.
- I valori riportati sono indicativi per 100 g e cambiano in base a varietà, cottura e porzione.
- Con warfarin o altri anticoagulanti cumarinici conta soprattutto la regolarità dell’apporto, non l’eliminazione delle verdure.

Alimenti con vitamina K in ordine alfabetico da consultare
Una lista di alimenti con vitamina K in ordine alfabetico è utile soprattutto per fare la spesa e comporre i pasti senza affidarsi a classifiche rigide. La tabella riporta valori medi riferiti alla parte commestibile, generalmente cruda o cotta come indicato, e serve come orientamento, non come prescrizione nutrizionale.
| Alimento | Vitamina K indicativa | Nota pratica |
|---|---|---|
| Avocado | Circa 20-25 μg per 100 g | Una fonte moderata, utile anche per i grassi insaturi. |
| Basilico fresco | Circa 400 μg per 100 g | La porzione reale è piccola, ma 10 g possono fornire circa 40 μg. |
| Broccoli cotti | Circa 140 μg per 100 g | Una delle verdure più semplici da usare in pasta, zuppe e contorni. |
| Cavolfiore | Circa 15-20 μg per 100 g | Ne contiene meno rispetto alle verdure a foglia, ma resta versatile. |
| Cavolo cappuccio | Circa 75 μg per 100 g | Buono crudo in insalata oppure brevemente saltato in padella. |
| Cavolo riccio | Circa 350-400 μg per 100 g | È tra le fonti vegetali più concentrate di vitamina K1. |
| Fagiolini cotti | Circa 45-50 μg per 100 g | Apporto intermedio, facile da distribuire durante la settimana. |
| Fegato di pollo | Circa 6-10 μg per 100 g | Contiene vitamina K2 in quantità variabile, oltre ad altri nutrienti. |
| Finocchio | Circa 60-65 μg per 100 g | Una scelta interessante per insalate e contorni leggeri. |
| Kiwi | Circa 40 μg per 100 g | Contribuisce con una quantità moderata, insieme a vitamina C e fibre. |
| Lattuga | Circa 25-100 μg per 100 g | Il valore cambia molto tra iceberg, romana e altre varietà. |
| Mirtilli | Circa 14-15 μg per 100 g | Una fonte non elevata, ma piacevole da aggiungere a colazione o merenda. |
| Natto | Fino a circa 1.000 μg per 100 g | Alimento di soia fermentata molto ricco di vitamina K2, meno comune nella cucina italiana. |
| Olio di colza | Circa 70 μg per 100 g | Un cucchiaio apporta una quantità più contenuta, intorno a 8-10 μg. |
| Olio di oliva | Circa 55-60 μg per 100 g | Un cucchiaio da 10 g fornisce circa 5-6 μg. |
| Olio di soia | Circa 180 μg per 100 g | È ricco di vitamina K, ma va comunque usato nelle quantità previste da una dieta equilibrata. |
| Prezzemolo fresco | Circa 1.600 μg per 100 g | La porzione è piccola, ma un pugno abbondante può incidere sull’apporto. |
| Prugne secche | Circa 60 μg per 100 g | Una porzione da 30 g ne apporta circa 18 μg. |
| Rucola | Circa 100-110 μg per 100 g | Una manciata arricchisce insalate, piadine e primi piatti. |
| Spinaci crudi | Circa 480 μg per 100 g | La cottura riduce il volume e rende facile consumarne una quantità maggiore. |
| Uova | Circa 5-6 μg per 100 g | Apporto modesto, con presenza soprattutto di vitamina K2. |
| Uva | Circa 14-16 μg per 100 g | Una fonte leggera, da considerare nel totale della giornata. |
La differenza tra contenuto per 100 g e contenuto della porzione è fondamentale. Il prezzemolo, per esempio, sembra eccezionale sulla carta, ma se ne usano pochi grammi; al contrario, una ciotola di spinaci o un contorno abbondante di broccoli può fornire una quantità molto più significativa. La porzione abituale conta più del numero isolato.
Che cosa cambia tra vitamina K1 e vitamina K2
La vitamina K1, o fillochinone, si trova soprattutto nelle verdure verdi, nelle erbe aromatiche e in alcuni oli vegetali. È la forma più rappresentata nella dieta occidentale e arriva facilmente da spinaci, cavoli, broccoli, lattuga e rucola.
La vitamina K2, o menachinone, comprende diverse forme prodotte durante la fermentazione o presenti in alcuni alimenti animali. Il natto è il caso più noto e concentrato, mentre uova, carne, fegato e formaggi ne apportano quantità più variabili e generalmente inferiori.
Non considero utile inseguire la K2 come se fosse sempre superiore alla K1. Sono forme diverse della stessa famiglia e, per la maggior parte delle persone, una dieta varia con verdure, legumi, oli, frutta e fonti proteiche è una strategia più solida rispetto alla ricerca di un singolo prodotto.
Per gli adulti, i valori di riferimento italiani riportano in genere 140 μg al giorno, con indicazioni diverse per alcune fasce d’età. Le raccomandazioni europee possono invece riportare valori adeguati più bassi, come 70 μg al giorno. Questa differenza dipende dai criteri usati per stabilire il riferimento e non significa che si debba calcolare ogni foglia di insalata.
Come inserirla nei pasti senza complicare la cucina
Il modo più semplice è distribuire le fonti durante la settimana. Una porzione di verdura a foglia verde a pranzo o a cena, alternata a broccoli, cavolo, fagiolini o rucola, copre già una parte importante dell’apporto alimentare.
- Colazione o spuntino: kiwi, mirtilli o prugne secche.
- Pranzo: insalata con lattuga e rucola, oppure pasta con broccoli.
- Cena: spinaci, cavolo cappuccio, finocchi o fagiolini come contorno.
- Condimento: olio extravergine di oliva usato a crudo, senza eccedere con la quantità.
- Alternanza: uova, legumi, pesce, carne e latticini all’interno di un’alimentazione varia.
Un esempio concreto potrebbe essere una frittata con spinaci, un’insalata di finocchi e rucola e una piccola quantità di olio d’oliva. Non serve mangiare ogni giorno il vegetale più ricco: la costanza settimanale è più realistica della perfezione quotidiana.
Cottura e assorbimento fanno la differenza
La vitamina K è liposolubile, cioè viene assorbita insieme ai grassi. Per questo le verdure condite con una modesta quantità di olio possono essere utilizzate meglio dall’organismo rispetto alle stesse verdure consumate sempre senza condimento.
La cottura, invece, cambia soprattutto peso e volume. Gli spinaci cotti sembrano molto più ricchi per 100 g perché perdono acqua e diventano più compatti, mentre una grande quantità di spinaci crudi si riduce a pochi bocconi in padella. Il dato da osservare è quindi la modalità di consumo, non soltanto la cifra della tabella.
Io preferisco cotture brevi, come vapore, padella o salto veloce, perché mantengono meglio consistenza e palatabilità. Lavare, tagliare e cuocere troppo a lungo può peggiorare la qualità complessiva del piatto, anche se non annulla automaticamente la presenza della vitamina.
Anticoagulanti e vitamina K richiedono regolarità
Chi assume warfarin, acenocumarolo o altri anticoagulanti cumarinici non dovrebbe eliminare autonomamente le verdure verdi. Il problema principale è un cambiamento improvviso dell’apporto, per esempio passare da quasi nessuna verdura a grandi quantità di cavolo e spinaci in pochi giorni.
La vitamina K può modificare l’effetto di questi farmaci e quindi influenzare il controllo dell’INR, il valore usato per monitorare la coagulazione. La scelta più prudente è mantenere un consumo abbastanza stabile e comunicare al medico o al centro anticoagulanti ogni cambiamento importante nella dieta.
La stessa cautela vale per gli integratori, soprattutto quelli di vitamina K o prodotti combinati con calcio e vitamina D. Non bisogna sospendere il farmaco né iniziare un integratore per correggere l’alimentazione senza un parere sanitario personalizzato.
Una lista utile, non una classifica da seguire alla lettera
Le verdure a foglia verde restano le fonti più pratiche di vitamina K1, mentre oli, frutta, uova, carne e alimenti fermentati ampliano le possibilità. La quantità effettiva dipende dalla varietà, dalla freschezza, dalla cottura e dalla porzione, quindi i numeri vanno letti come stime.
Per una persona sana, la strategia che considero più sensata è semplice: scegliere ogni giorno verdure diverse, usare condimenti di buona qualità e non trasformare un nutriente in un motivo per restringere inutilmente la dieta. Se sono presenti terapie anticoagulanti o problemi di assorbimento, invece, la regolarità e il confronto con il professionista vengono prima di qualsiasi elenco alfabetico.