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Quesiti nutrizione… scrivete a nutrizionista@cavanotizie.it

Leggi alcuni  dei quesiti  posti alla dott.ssa Ragone tramite la rubrica dedicata all'alimentazione che cura sul sito www.cavanotizie.it.

Sarà possibile inviare quesiti alla dottoressa Anna Chiara Ragone scrivendo a nutrizionista@cavanotizie.it ed esponendo brevi quesiti. Le risposte saranno pubblicate sul sito www.cavanotizie.it e sul sito www.annachiararagone.it

- Si possono consumare carboidrati di sera? Quali è meglio mangiare? (Rosanna, Napoli)

Cara Rosanna, la risposta è si!! 

Una corretta alimentazione si valuta sull’intera giornata l’apporto giornaliero  di calorie va suddiviso in cinque pasti con un apporto a cena del 30%. E’ indicato apportare in una giornata circa il 50- 55 5 di carboidrati suddividendoli tra semplici  e complessi. Se tutti i pasti della giornata sono equilibrati e il bilancio calorico giornaliero è rispettato, è impossibile esagerare con i carboidrati perché li abbiamo ripartiti nell’arco della giornata.

Se concentriamo tutti i carboibrati  in un pasto, il rischio di saturare le scorte è maggiore. Infatti quando mangiamo carboidrati, questi vanno in circolo nel sangue, l’insulina ordina alle cellule di stivarli nel fegato e nei muscoli, e quando questi sono pieni, li trasforma in grassi e li stocca nel tessuto adiposo.quindi meglio distribuirlo sulla colazione, sul pranzo e sulla cena.

Solitamente si consiglia a pranzo il primo perché durante la giornata uno studia, lavora, va in giro e quindi ha più bisogno di energia disponibile. Inoltre la pasta sazia di più. Invece a cena si sta per andare a letto perciò è una buona idea assumere le proteine principalmente nell’ultimo pasto della giornata. Ma anche in questo caso un piccolo apporto di carboidrati è necessario per attivare, nel caso uno voglia dimagrire, il metabolismo dei grassi. Generalmente questo può essere ottenuto mangiando una quantità non elevata di pane. Se non ti piace il pane non c’è problema ad assumere grissini o cracker, solo che questi, contenendo meno acqua, saziano di meno e danno un’apporto calorico superiore.

Cosa si intende per dieta dissociata? e in quali casi viene prescritta (marianna, prov. di Bologna)

Per dieta dissociata possiamo intendere semplicemente un regime alimentare consigliato nelle fasi di  restrizione calorica atte ad una perdita di peso graduale o che comunque miri ad una attivazione  del metabolismo con una  suddivisione primo piatto a pranzo e secondo piatto a cena con idoneo ripartizione tra i nutrienti. Questo regime è consigliato a chiunque voglio mangiare in modo equilibrato e perdere peso.

In alternativa per dieta dissociata si intendono schemi basati sul principio di non associazione di quegli alimenti che richiedono processi digestivi diversi e a causa dei quali avviene un rallentamento della digestione che compromette l’assorbimento dei nutrienti. Il “monopiatto” è considerato la soluzione vincente per favorire i processi digestivi. Estremizzare questa convinzione, di non abbinamento di alcuni alimenti, può rivelarsi negativo da un punto di vista nutrizionale, portando alla carenza di importanti apporti calorici.  Non è consigliabile, ad esempio, associare alimenti proteici come latte, carne, uova, formaggio, pesce e legumi ad alimenti ricchi di carboidrati  come la pasta, dolci,i gelati come anche non abbinare tipi diversi di carboidrati come zucchero e pasta o uva e pane, banana e pane. La dieta prevede un consumo dissociato di proteine e carboidrati, la suddivisione dei cibi durante il corso della giornata a seconda del tipo. Sono previsti 3 pasti, a tre-quattro ore di distanza uno dall’altro, durante i quali, o nei venti minuti che li precedono e seguono, non si devono assumere liquidi per non diluire i succhi gastrici. Le ribadisco che questi consigli adatti a chi ha spiccati problemi di digestione possono facilmente portare a carenze nutrizionali.

 Perchè il latte scremato o parzialmente scremato è migliore del latte intero a colazione?

Ci tengo a chiarire che quello che cambia tra latte intero o latte parzialmente scremato  è solo il contenuto in grasso.Tuttavia i grassi contenuti nel latte intero, al costo di qualche caloria in più, rendono la colazione molto più saziante. Facendo colazione con la stessa quantità di latte, usando quello scremato al posto di quello intero, si risparmia qualche caloria (nemmeno molte se si vanno a fare i conti) ma si potrebbe arrivare a metà mattina con molto più appetito, con il rischio di recuperare con gli interessi le calorie risparmiate qualche ora prima (inoltre il latte intero, specialmente quello fresco, è molto più gustoso rispetto a quello scremato o parzialmente scremato).

Tutto dipende allora dal piano alimentare che andremo a seguire nella giornata e dalla presenza/assenza di patologie quali ad esempio ipercolesterolemia.

Sono una maniaca del caffè, e ci metto 1 cucchiaino di zucchero normale, è meglio lo zucchero di canna rispetto ad esso, o è meglio usare qualcosa tipo dietor, aspartame ecc.? (stefania, salerno)

Lo zucchero, o saccarosio, è una sostanza priva di valore nutrizionale ma che determina un notevole apporto calorico (4 Kcal/g). Zucchero di barbabietola e zucchero di canna sono entrambi costituiti da saccarosio quasi al 100% e forniscono la stessa quota calorica. Lo zucchero di canna, a differenza dello zucchero di barbabietola, non viene raffinato ma lasciato grezzo. A parità di valore nutrizionale è dunque preferibile.

 Il mercato propone inoltre una serie di edulcoloranti naturali (fruttosio, miele) , semisintetici (aspartame) e sintetici ( saccarina, acesulfame)

L’aspartame  è l’edulcorante attualmente più noto ed utilizzato, per il suo elevato potere dolcificante (circa 200 volte maggiore del saccarosio) e per l’assenza di retrogusto amaro. Non favorisce cioè la carie e non influenza la glicemia . Il potere calorico è pari a quello del saccarosio (4 Kcal al grammo), ma, di fatto, essendo consumato in quantità bassissime per l’elevato potere edulcorante, non incide sulla quota calorica ingerita. La Dose Giornaliera Ammissibile dell’aspartame è piuttosto elevata (40 mg/kg peso corporeo/die) tanto che lo si può considerare un dolcificante sicuro dal punto di vista tossicologico. 

A questo punto la scelta dipende dalla tua situazione di salute e dalle tue scelte alimentari totali giornaliere. Reputo in alternativa allo zucchero di canna, il fruttosio puro  o l’aspartame la seconda scelta da considerare.

 

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